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21.02.16 - Venerdì 26 febbraio Conviviale in Aviazione Generale: idee e progetti per l'anno 2016/2017

15.02.16 - Il Rotary Club dona a Olbia il terzo impianto di Bike Sharing. Sorgerà in aeroporto. 

http://www.olbianova.it/cronaca/il-rotary-club-dona-a-olbia-il-terzo-impianto-di-bike-sharing-sorgera-in-aeroporto/

La Storia

Il Club di Olbia nasce nel 1988, in seguito alla scissione volontaria del Club di Tempio, club padrino.

         Seppure il Club di Olbia nasca ufficialmente come club autonomo nell’anno rotariano 1987-1988, è indispensabile precisare che l’impegno rotariano di molti soci olbiesi è molto precedente, in virtù della loro partecipazione attiva e determinante nel Club di Tempio. Indubbiamente la storia del club di Tempio e quella del Club di Olbia si intrecciano e si fondono in una prima parte del percorso.

         Il Club di Tempio nasce nel 1955, 101° club italiano e 3° in Sardegna dopo Sassari e Cagliari (il quarto fu Alghero il giorno successivo). Allora vi era un solo Distretto Italiano ed il Governatore era il celebre Omero Ranelletti. Sin da allora comparvero i primi rotariani olbiesi, parte integrante dell’originario nucleo di soci fondatori del club tempiese, e precisamente il sig. Giovanni Cervo (direttore della sede olbiese delle Agenzie Marittime Sarde e della Tirrenia), il medico Tonino Maciocco (medico di medicina generale, Ufficiale sanitario, Medico condotto e Medico fiduciario della Tirrenia), l’industriale Emilio Pani (titolare dell’industria sugheriera rilevata dal suocero Franco Bergami), il dott. Eugenio Mainas (direttore di banca a Olbia e successivamente trasferito a Tempio) e gli affermati avvocati Sergio Peralda e Carlo Putzu.

         Negli anni successivi i soci di Olbia furono sempre più   

numerosi (il primo olbiese a entrare dopo la costituzione del Club di Tempio fu Eugenio Bagatti, imprenditore e proprietario del cinema Astra, e poi nel 1963 Mario Sardo, figura storica e socio fondatore del club di Olbia, e attualmente socio onorario del club) e si attestarono su circa la metà dei soci. I presidenti di Olbia si avvicendavano regolarmente con quelli di Tempio, le riunioni si svolgevano alternativamente a Tempio ed Olbia e gli incontri più significativi si effettuavano di solito ad Olbia o in costa per la maggiore disponibilità di locali di prestigio. Seppure informalmente si iniziava a parlare del club di Tempio-Olbia. Tuttavia il cambio di denominazione non è stato mai ufficialmente voluto dagli amici tempiesi né richiesto e dunque mai approvato.

        La nascita del nuovo club è stato un avvenimento inevitabile, ma molto laborioso per l’opposizione di alcuni soci tempiesi, e per un certo tempo anche di qualche rotariano di Olbia, che paventava il rischio di un futuro incerto per il nuovo Club di Olbia e un possibile declino del Club di Tempio, depauperato di troppi soci. In ogni caso si aveva il timore da parte dei soci di Olbia di scontentare i colleghi di Tempio, decisamente contrari, per cui le richieste degli olbiesi furono sempre molto contenute. Per questo motivo, nonostante le pressioni esercitate dai vari governatori dal 1974 in poi, malgrado l’insofferenza di alcuni soci olbiesi del club, per molti anni non si raggiunse l’indispensabile accordo.

       Tuttavia, l’incremento demografico della città di Olbia, il suo sviluppo economico e strutturale, l’esplosione del turismo di elite e di massa, il forte desiderio di poter agire con maggiore libertà ed incisività sulla propria città e sul territorio, hanno determinato una brusca accelerazione del progetto di autonomia. Finalmente, nel 1987, la determinante spinta di Angelino Cerchi (non a caso socio onorario del Club) allora Governatore del Distretto, la pragmatica disponibilità dell’allora presidente di Tempio Nenni Niccolai (neutrale in quanto residente a Palau), la maggiore convinzione dei soci di Tempio e di quelli di Olbia, hanno creato le basi per la tanto agognata indipendenza. Fu dato al socio Mario Sardo, dopo il parere favorevole espresso dall’assemblea del club di Tempio, il mandato di procedere alla costituzione del nuovo club. Cosa che Sardo fece presto e bene.

 

Costituzione del Club.

    Il gruppo dei rotariani olbiesi di Tempio (Michele Cervo, Matteo Delaria, Giovanni Forteleoni, Nello Gavazzi, Antonio Maciocco, Claudio Menetto, Corrado Messina, Salvatore Pedde, Michele Pileri, Piero Pinna, Salvatore Pintus, Gianfranco Pirina, Mario Sardo, Giancarlo Schena, Ico Scugugia, Salvatore Soro), con l’integrazione di ulteriori nuovi soci cooptati (Cesare Barbino, Sebastiano Barrera, Rodolfo Ciccarelli, Aldo Crispo, Luca Diliberto, Efisio Musu, Tonino Rasenti, Gesuino Sardo, Antonio Sircana, Sergio Tognoni) rappresentarono il nutrito nucleo dei soci fondatori.

       Il Club esordì come club provvisorio, con la prima riunione conviviale, il 13 aprile 1988 sotto la guida di Mario Sardo, presidente dello stesso Club per l’anno di fondazione e per l’anno successivo anno rotariano.

        Il 26 giugno del 1988, in una solenne cerimonia, con la partecipazione delle massime autorità rotariane e cittadine, dell’intero club di Tempio, di molti ospiti rotariani di vari club del distretto, presso il ristorante “Nino’s” nel lido di Pittulongu, avvenne la consegna della Carta al club. Era particolarmente la delegazione del Club di Fiuggi, in quanto molti soci di quel club avevano rapporti di forte amicizia col presidente Sardo. Per l’occasione, come ricordo dell’evento, era stata creata, dal noto artista locale della ceramica Paolo Monni, la riproduzione artigianale in ceramica, dipinta a mano, di una testina della collana fenicia in pasta vitrea ritrovata negli scavi effettuati negli Anni Trenta in città e esposta al museo archeologico nazionale di Cagliari.

         Tra i primi adempimenti vi fu quello di dotarsi di un guidoncino, per cui può essere utile avere qualche informazione su come si è arrivati alla predisposizione dello stesso. Pochi anni prima della costituzione del club fu presentata a Venezia la mostra sui fenici, evento culturale e mediatico di grande rilievo, e si è capillarmente diffuso in Italia l’emblema della mostra, rappresentato dalla ormai celebre testina in pasta vitrea pocanzi citata. Nell’intento di rivendicare l’appartenenza di quel monile così noto e pregiato e di ribadire la valenza archeologica della città, si è deciso di adottare la stessa testina come simbolo del club e di riprodurla nel guidoncino.

           Fu indicato il Venerdì come giorno di riunione settimanale ed il secondo e quarto venerdì del mese i giorni delle riunioni conviviali. Da allora il calendario non è stato modificato. Diverse variazioni si sono rese necessarie per la sede, anche se da parecchi anni godiamo della sala riservata del nuovo e panoramico “Hotel Luna Lughente”, nel quale si è affissa la targa con il simbolo del Rotary.

      L’effettivo è stato lievemente incrementato con l’ingresso di nuovi associati che hanno compensato il decesso o la rinuncia dei vecchi soci, nel sostanziale rispetto del Regolamento del Club che prevede un saldo attivo di un socio per anno. I nuovi soci degli ultimi anni sono stati essenzialmente giovani. rispetto all’età media, abbastanza elevata, dei soci del Club.

 

Principali realizzazioni del Club. 

      È importante ricordare le azioni più significative effettuate in questi 25 anni di esistenza del Club.

      Si sarebbe certo potuto fare di più, se si considera che molte iniziative sono state progettate o addirittura avviate senza essere state concluse, che il club ha vissuto brevi o talvolta prolungati periodi di stasi, e che qualche progetto avviato come permanente o pluriennale non ha superato il primo anno.

      Tuttavia è stato fatto molto. Le iniziative del Club hanno contribuito a diffondere e a consolidare l’immagine e gli ideali del rotary in città, lasciando dei segni tuttora tangibili delle sue azioni.

      Il Club dalla sua origine nutriva la speranza di poter scuotere Olbia dal torpore culturale che la caratterizzava attraverso la valorizzazione del patrimonio storico della città. Pertanto, con la collaborazione del nucleo locale della Sovrintendenza archeologica, si è avviata una serie di conferenze, allargate ad un gran numero di invitati, che illustravano il ruolo non secondario della città di Olbia in ogni periodo storico. Le diverse relazioni organizzate in testi scritti, arricchite da un’idonea iconografia, e completate da una serie di schede e percorsi dei siti più significativi, hanno costituito l’oggetto di una più che dignitosa pubblicazione dal titolo “Olbia e il suo territorio. Storia e archeologia”. Il  volumetto fu stampato in alcune migliaia di copie, presentato alla città in un convegno al cospetto degli ultimi tre governatori e di molte autorità, e distribuito negli istituti scolastici, nel corso di una breve cerimonia di presentazione da parte di alcuni soci del club, a tutti gli studenti delle scuole medie di Olbia. Il lavoro ha richiesto, tra lo svolgimento delle conferenze, la raccolta e l’organizzazione dei testi e delle foto, la preparazione delle bozze di stampa, la ricerca e la scelta della tipografia, la stampa e la distribuzione, un arco di quasi tre anni, e l’impegno del Club sotto le presidenze di Mario Sardo, Giovanni Forteleoni, e Tonino Rasenti. L’iniziativa ha avuto grande successo anche se la distribuzione si è interrotta dopo il primo anno nonostante si fosse ipotizzato di prolungare il progetto per almeno tre anni, con la regolare consegna del testo alle terze classi delle scuole secondarie cittadine.

       Da allora il club ha più volte promosso e sostenuto iniziative culturali legati alla storia ed all’archeologia della città.

       Nel 1993-94 il club di Olbia, in sintonia con l’Università di Sassari, e con la collaborazione della Sovrintendenza Archeologica di Sassari, ha organizzato, nei locali del museo archeologico, un convegno internazionale di studi di elevatissimo livello, a cui presero parte celebri relatori di diverse nazionalità, dal Titolo “da Olbìa a Olbia. 2500 anni di storia di una città mediterranea”. L’evento è ancora oggi da considerare come la più importane manifestazione culturale tenutasi in città. Nel 96-97 gli atti di tale convegno vennero stampati, col logo del Rotary in copertina e la presentazione dell’allora presidente del Club, con notevole successo presso gli appassionati e gli addetti ai lavori anche se purtroppo, per una serie di vicissitudini finanziarie della casa editrice e per un’insensata disputa sui diritti d’autore, l’opera è stata a lungo irreperibile sul mercato.

      Sempre nel 96-97 fu inoltre organizzato, in collaborazione con l’Università di Sassari, un interessante convegno su “L’Africa Romana”.

       Nel 97-98 il club ha voluto sostenere, curandone la presentazione e acquisendo un certo numero di copie, il libro pubblicato dal dott. Antonio Sanciu, della Soprintendenza archeologica, dal titolo “Una fattoria di età romana nell’agro di Olbia”.

       Nel 1994-95 il club ha curato ad Olbia la presentazione del testo del prof. Massimo Pittau, dell’Università di Sassari, dal titolo “Ulisse e Nausica in Sardegna”, in cui si sostiene la tesi che l’isola dei Feaci sia la Sardegna e che l’incontro tra il naufrago Ulisse e Nausica sia avvenuto alle foci del Padrongianus.

       Nel 1993-94 a cura del club, ma principalmente grazie all’iniziativa del socio Tore Soro, è stato migliorato l’accesso alle mura dell’imponente complesso nuragico di Cabu abbas-Riu molinu, con la realizzazione di una gradinata in lastroni di granito grezzo reperiti nel posto.

      Numerose sono state inoltre le interessanti conferenze su temi archeologici nel corso degli anni e va citata in particolare la serie di gite con visite guidate dalla prof.ssa Boninu (della Soprintendenza alle Antichità di Sassari e Nuoro) nei siti archeologici della Sardegna, effettuate negli anni 94-95.

       La tradizione di richiamare l’attenzione e rivisitare i diversi aspetti dell’archeologia e della storia della città è stata mantenuta ininterrottamente fino ad oggi attraverso sporadiche relazioni tenute da esperti o veri e propri cicli di conferenze, come è avvenuto anche lo scorso anno rotariano (2013-2014), nel quale si sono effettuate cinque partecipate relazioni sulla storia della città. Nello stesso anno il Club, assieme alla Geasar, ha concorso alla realizzazione della manifestazione, molto partecipata, denominata “Terra Marique”. Tale evento, della durata di tre giorni (dal venerdì 28 alla Domenica 30 settembre), svoltasi nel Terminal dell’Aviazione Generale dell’aeroporto di  Olbia, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2012, prevedeva conferenze la mattina e visite ai siti archeologici nel pomeriggio.

      Una particolare attenzione è stata rivolta ai temi ambientali.

       Il giovanissimo club di Olbia, a un paio d’anni dalla sua nascita, ha voluto assumersi l’onere e la responsabilità di proporsi come sede di svolgimento di un forum distrettuale dal titolo all’epoca non ancora inflazionato “Sardegna. Territorio ed ambiente” con un ricco programma scientifico, frutto del lavoro di una apposita commissione regionale alla quale partecipava il socio di Olbia dott. Antonio Sircana (ortopedico perito tragicamente in seguito ad incidente aereo mentre si recava per fornire delle protesi ai mutilati nel corso della guerra del Kossovo), a cui va ascritto il merito di suggerire Olbia come sede del convegno. Nell’anno della prima presidenza di Giovanni Forteleoni, alla presenza del Governatore distrettuale (Francesco di Raimondo) e di esponenti di tutti i club della Sardegna, si è tenuto il Forum, a cui ha fatto seguito un interclub distrettuale di due giorni nella prestigiosa struttura dell’Hotel Cala di Volpe, reso possibile per merito di Xavier Stocker, responsabile all’epoca delle strutture alberghiere della Ciga e prezioso socio del Club.

     Nel 1991 Olbia organizzò un convegno regionale dal titolo “l’acqua e il territorio” che ottenne un notevole successo.

     Diverse sono state in seguito le conferenze su temi ambientali. In particolare nel 2002 è stato effettuato un ciclo di conferenze relative all’ambiente che sarebbero dovute essere raccolte in una pubblicazione che purtroppo non è stato possibile realizzare.

       Già nei primi anni di vita del Club si è portata a termine un’altra iniziativa che coniugava la proposta culturale alla promozione della città. E’ stata infatti organizzata una mostra di pittura del pittore Aldo Riso, celebre acquerellista di fama internazionale, ormai scomparso, al quale si è richiesto di esporre soltanto una serie di opere create espressamente per l’occasione e che ritraessero scorci e paesaggi della città e del territorio olbiese. La mostra, non a caso intitolata “Omaggio ad Olbia”, ha richiesto una lunga preparazione, dei sopralluoghi dell’artista nei luoghi più tipici e suggestivi, e la predisposizione di 24 opere. La stessa mostra, che si è scelto di tenere nei mesi estivi per raggiungere anche la massa di turisti, è stata un successo di pubblico e di critica e ha permesso di promuovere l’immagine della città. Addirittura, alcuni di quei quadri raffiguranti Olbia sono stati esposti dopo diversi anni in Cina ed in Corea, in quanto facenti parte di una selezione di opere di Riso scelte per una mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura. Va anche ricordato che gli accordi con l’artista prevedevano la donazione di un’opera al club di Olbia, ed infatti, il quadro più grande e importante, raffigurante la chiesa di San Simplicio, è stato donato dal Rotary alla biblioteca comunale, che era in corso di allestimento, dove è stato collocato alla data della inaugurazione ed è tuttora esposto.

       Un’altra iniziativa, che coniuga l’espressione artistica alla promozione della città, e che certamente  merita una citazione, è la donazione da parte del Club delle formelle di ceramica affisse sulla facciata della chiesa di San Simplicio. Il 29–7–1993 un breve papale a firma de Segretario di stato Cardinal Sodano elevava la chiesa di san Simplicio al rango di Basilica minore. Poiché per le basiliche è necessario che siano affissi i due stemmi del papa in carica e della Chiesa, il Club di Olbia si è fatto carico di conseguire questo obbiettivo. I soci Antonio Appeddu e Michele Cervo hanno lavorato per circa un anno per avviare e perfezionare le pratiche ed ottenere le necessarie autorizzazioni, per contattare l’artista (prof Salvatore Canu di Sassari) e far predisporre le bozze delle formelle, per concordare con la Soprintendenza la scelta e la collocazione delle stesse, per fare confezionare le formelle e sistemarle sulla facciata. Finalmente, nel gennaio del 1995, alla presenza dell’allora Governatore Cesare Longo, si è effettuata la cerimonia ufficiale nella neonata basilica di San Simplicio. Il Club ha inoltre concorso negli anni successivi alla sostituzione della formella raffigurante l’emblema papale in occasione dell’avvicendamento dei pontefici.

       Un’ulteriore testimonianza di un contributo offerto alla città è la donazione, da parte del Club, di un pregevole busto marmoreo raffigurante l’insigne studioso Dionigi Panedda. Il prof Panedda, rappresentava e rappresenta ancora il simbolo della riscossa culturale di un’Olbia che, relegata ad un anonimato oscurantista da una lettura superficiale della storia, vuole riappropriarsi delle sue radici e del suo prestigio. Nessun altro studioso è riuscito a mettere in luce l’immensa storia della città, con autorevoli pubblicazioni sia sul periodo nuragico e medioevale, sia sulla storia più recente. Le sue ricerche, pur non essendo il Panedda archeologo, sono fonte di consultazione per gli archeologi di professione, e traspare in ogni sua opera il desiderio di ridare prestigio, nei momenti felici ed in quelli bui, alla città di Olbia. Una figura del genere non poteva non essere onorata, dopo la sua morte, dal nostro Club. Contingenze economiche resero impraticabile l’ipotesi di una statua completa da collocare all’aperto, ma fu possibile l’esecuzione di un busto marmoreo, per cui, con l’ausilio professionale del socio Giulio Careddu, si realizzò la scultura ad opera del prof Becchini, noto artista di Marina di Pietrasanta, utilizzando l’impareggiabile marmo di Carrara. Il busto è stato creato nell’anno 1994-95, e collocato in una nicchia nell’ingresso della “Biblioteca Simpliciana”, fortemente voluta dal Panedda ed alla quale donò il suo patrimonio di libri.

      Va infine citato, nel novero dei monumenti offerti dal Rotary alla città, la stele in granito, con l’effige del Rotary e la targa con l’indicazione della ricorrenza, a commemorazione del Centenario, realizzata dallo scultore locale Pinuccio Derosas e collocata nel parco del Fausto Noce. E’ un’opera semplice e lineare, ma ben visibile e gradevole, posta in un percorso di grande frequentazione nei pressi della fontana del parco. Ribadisce con efficacia il prestigio dell’associazione e la presenza del Rotary nella nostra città.

        Deve essere ancora richiamato il rapporto tra Club di Olbia e i giovani e l’Università.

         Olbia, grazie all’incremento demografico ed alla consistente percentuale di popolazione giovanile ha un gran numero di studenti nelle scuole superiori e nelle università italiane. Si è pertanto cercato negli anni di avvicinare l’espressione più vicina di questa istituzione, l’Università di Sassari, agli studenti della nostra città.

        Una prima azione efficace fu condotta nell’anno 1992-93, in cui fu organizzato un incontro nell’aula magna del liceo classico tra gli studenti dell’ultimo anno delle superiori ed autorevoli esponenti dell’Università di Sassari, rappresentati dal magnifico Rettore e dall’intero Senato Accademico. Il vivace ed interessante dibattito che ha caratterizzato la riunione era finalizzato soprattutto all’orientamento delle scelte di facoltà dei futuri studenti universitari della città.

        I rapporti con l’Università sono stati mantenuti stabilmente da un gruppo di soci tra cui Michele Pileri, presidente nel 1992-93, Salvatore Soro ed Angelo Pisciottu, e in maniera determinante da Giulio Careddu, che nella doppia veste di rotariano e di amministratore comunale ha concretizzato l’apertura ad Olbia dello Sportello Unico universitario nei locali annessi alla biblioteca comunale nel 1997-98. Questo risultato è stato reso possibile dalla ristrutturazione e dalla destinazione dei locali, dalla disponibilità dell’università a inviare ad Olbia il personale addetto e dalla creazione di un collegamento informatico. A tutto ciò ha contribuito il Rotary di Olbia in associazione all’Amministrazione comunale. La cerimonia di apertura delle nuova segreteria olbiese dell’Università di Sassari, alla presenza di autorità e l’intero Senato Accademico, ha testimoniato l’impegno del Club di offrire un servizio ai giovani studenti universitari della città.

     Con l’istituzione successiva in città del polo universitario, con l’istituzione del corso di laurea di Economia e management del turismo, il Rotary Club di Olbia ha continuato a sostenere i giovani studenti e i neolaureati della città. Dal 2011 ha infatti istituito, in associazione alla Geasar (Ente di gestione dell’aeroporto cittadino), una borsa di studio, finalizzata alla frequenza di un corso di specializzazione da svolgersi all’estero, da assegnare annualmente al neolaureato che si sia distinto nel corso di laurea e che abbia presentato una tesi sul sistema turistico locale riguardante l’area geografica di Olbia.   

       Il Club aveva inoltre avviato un progetto ambizioso realizzato purtroppo solo in parte, che prevedeva uno studio sistematico della qualità della vita nella città di Olbia, affrontando annualmente un tema specifico e producendo un fascicolo da distribuire tutti gli anni, dopo una presentazione pubblica del tema trattato, a studenti e popolazione. Le problematiche individuate prevedevano ricerche sulla criminalità e la sicurezza dei cittadini, sull’inquinamento e la conservazione ambientale, sulla consistenza e l’accessibilità alle risorse culturali e di svago, sul tema del traffico e dei parcheggi, sulla fruibilità e la facilità di accesso ai pubblici servizi, sul verde pubblico e i parchi, ecc. Lo scopo doveva essere quello di creare su queste tematiche una più solida coscienza civica e stimolare gli enti e le istituzioni competenti alla soluzione dei molti problemi esistenti.

      La prima ed  unica puntata  ha visto la luce nel 2001, con la seconda presidenza di Giovanni Forteleoni, quando è stato presentato, nell’aula magna del liceo classico, il primo fascicolo sulla criminalità e sicurezza dei cittadini, donato ai presenti e successivamente distribuito alla scuole di Olbia. Il convegno di presentazione ha visto la partecipazione congiunta di studenti e magistrati, autorità politiche e comuni cittadini, insegnanti ed autorità militari e avvocati, alla presenza del governatore Ruggero de Zuani e dell’amico rotariano Arnaldo Grilli, generale dei Carabinieri e già vicecomandante nazionale dell’Arma.

     Purtroppo, dopo questa prima felice esperienza, l’iniziativa non ebbe seguito, sebbene fosse completata la stesura del secondo fascicolo sull’inquinamento e la tutela ambientale della città, vi fossero addirittura le bozze di stampa e si fosse quantificata la spesa per l’esecuzione di qualche migliaia di copie in 4 milioni della vecchie lire. Tuttavia non si esclude che il programma possa essere ripreso in futuro, e lo stesso programma del corrente anno, che prevede una serie articolata di incontri e relazioni sul tema del mare, risorsa fondamentale poco conosciuta e non appieno valorizzata della città, si potrebbe collocare sulla scia del suddetto progetto.

       Si può ancora ricordare che da diversi anni è stato istituito il Premio Rotary del Club di Olbia. Il premio viene assegnato a professionisti, imprenditori, artisti, sportivi o enti della città o del territorio che si siano particolarmente distinti nelle loro attività e consiste nella consegna di una scultura bronzea rappresentante una sirena che emerge dalle acque creata dall’artista Mimmo Bove del Club di Siniscola. Il riconoscimento, teoricamente annuale, si assegna in realtà solo quando si individuino personaggi realmente meritevoli, e dalla sua istituzione è stato assegnato tre volte.

       Il Club non è mai stato assente agli eventi distrettuali, congressi, assemblee, ed ha partecipato in modo attivo a molti forum distrettuali di particolare rilievo, che sarebbe troppo lungo elencare.

      Il Club di Olbia ha concorso all’organizzazione di ben tre congressi distrettuali, nel 1992, sotto la presidenza di Tore Pedde, il congresso di Nanni Corda al Bagaglino a Giardini di Porto Cervo, sotto la presidenza di Domenico Bacciu, a quello di Lucio Artizzu al Melia di Olbia, e recentemente al congresso di Porto Cervo, del governatore Pier Giorgio Poddighe, con la presidenza di Silvio Pippobello. Si è inoltre reso disponibile ad accogliere ed ospitare i gruppi di giovani stranieri in visita nella nostra regione. Si ricordano ospiti australiani, turchi e coreani. Una nostra giovane odontoiatra, Liliana Asara, proposta dal club di Olbia, ha fatto parte del gruppo di giovani ospitato nelle Filippine. 

      Il Club ha inoltre perfezionato il gemellaggio con il club francese di Villeneuve Loubet. Dopo un primo contatto, all’inizio degli Anni Novanta, tra l’allora presidente del Club di Villeneuve ed il presidente del Club di Olbia Gregorio Raspitzu, vi è stata una serie di visite vicendevoli che hanno portato, nell’anno in corso, all’ufficializzazione del gemellaggio tra i due club.

     È importante ricordare che va ascritto al nostro club il merito di avere promosso la nascita del Club di La Maddalena. L’operazione era stata sollecitata per primo da Antonello Ornano, socio di La Maddalena del nostro club, che ha manifestato nel 1991, dopo alcuni tentativi infruttuosi precedenti, all’allora governatore Ruggero de Zuani, il desiderio che si potesse realizzare un club autonomo a  La Maddalena. Fu chiesto al presidente del Club di Olbia allora in carica, nominato per un triennio rappresentante speciale del governatore per la costituzione del nuovo club, di impegnarsi in tale progetto. Completata la procedura prevista, fu istituito ad Evanston nel giugno del 1991 il nuovo club di La Maddalena, e Giovanni Forteleoni, presidente del Club per l’anno 1990-91, grazie all’incisiva opera svolta, fu nominato socio onorario del neonato club. Nel successivo anno rotariano, con una cerimonia nel palazzo comunale di La Maddalena vi è stata la cerimonia pubblica di consegna della carta, al cospetto delle autorità rotariane, civili e religiose.

     In campo sociale sono stati elargiti negli anni innumerevoli contributi a enti benefici, a associazioni impegnate nell’assistenza, a comunità di recupero di tossicodipendenti, ma è importante sottolineare il ruolo non secondario svolto dal club in occasione della tragica alluvione che ha colpito la città nel novembre del 2013. Lo stesso club ha scelto di agire, in quella triste circostanza, senza clamore, in modo autonomo e pragmatico, assegnando ad alcune famiglie particolarmente bisognose un contributo economico. Utilizzando una graduatoria predisposta dalla Caritas, che rispecchiava le reali condizioni di disagio dei nuclei familiari alluvionati, si sono aiutate circa cinquanta famiglie con una spesa di oltre 50.000 euro, ricavati esclusivamente da fondi del Club e da contributi volontari spontaneamente offerti da altri club rotariani nazionali. Solo a emergenza finita (in realtà le difficoltà non sono per molti ancora superate) il Club ha organizzato una giornata di celebrazione e di ringraziamento, invitando i club che avevano offerto il loro contributo, nel corso della quale è stato diffuso alla stampa il ruolo svolto dal Rotary Club di Olbia in quella drammatica circostanza. Il club, con la presidenza di Silvio Pippobello, e con il fattivo e lodevole impegno di molti soci, in particolare di Sonia Zarra e Domenico Bacciu, ha affrontato in modo efficace e appropriato lo straordinario e inatteso dramma cittadino.